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Proposte epiche: gestione delle taglie dei capi nelle supply chain globali

E se per risolvere il problema delle taglie dei capi, che da sempre tormenta l'intero settore, fosse sufficiente applicare taglie uniformi in tutte le attività del processo di sviluppo prodotto?

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L'insoddisfazione dei consumatori riguardo alle taglie dei capi è spesso attribuibile alle taglie incoerenti. I metodi di sviluppo taglie sono piuttosto confusi, al punto che si possono notare differenze non solo tra diversi brand, ma persino nelle offerte di prodotti dei singoli retailer. L'incongruenza delle taglie è talmente pervasiva che può manifestarsi da un lotto all'altro, tra capi identici fabbricati in diversi paesi e persino da diversi produttori a contratto. Per soddisfare le attese del cliente e ridurre il tasso di resi, i retailer devono garantire i più alti standard di qualità possibili. E un aspetto cruciale è la capacità di produrre capi con taglie coerenti per tutti i mercati finali.

La mancanza di taglie standard

All'origine della diffusa incongruenza delle taglie c'è un problema fondamentale. Oggi, nel mercato globale dell'abbigliamento, non esiste un metodo universalmente riconosciuto per sviluppare le taglie. Le taglie non si basano su misure dimensionali standardizzate, bensì su categorie numeriche (8-10-12) o semplificate (S-M-L).

Anche se la forma corporea è importante quanto le misure e l'accurata vestibilità del capo, molti sistemi di sviluppo taglie sono lineari. Un modello di fitting rappresentativo del mercato target del brand è utilizzato per definire le specifiche delle misure, che vengono quindi sviluppate fino a creare una gamma di taglie.

Differenze da una nazione all'altra

I sistemi di sviluppo taglie variano notevolmente da una nazione all'altra. Italia, Francia, Spagna, Portogallo, Germania e paesi scandinavi utilizzano tutti un sistema di sviluppo taglie basato sulle misure del giro vita. Le taglie italiane sono diverse da quelle francesi, nonostante siano basate sullo stesso metodo di misurazione.

Mentre le taglie britanniche vanno tipicamente dalla taglia 8 alla taglia 32, il sistema americano, basato inizialmente sullo stesso studio del National Bureau of Standards, è stato abbandonato dalla maggior parte dei brand statunitensi in favore del cosiddetto "vanity sizing". Ecco quindi che la taglia più piccola disponibile sul mercato americano è passata dalla "8" alla "00".

Il modello di produzione offshore

La grande maggioranza dei brand che producono per il mercato di massa fabbricano i loro capi all'estero, per via del minore costo della manodopera in quei paesi. Per costruire una catena del valore globale, molti brand si affidano a produttori a contratto in diverse nazioni o regioni. Questo consente loro di rifornire una rete globale di outlet di vendita al dettaglio utilizzando una rete logistica globale, garantendo così l'approvvigionamento della supply chain.

Sfide globali relative alle taglie

Cina, India, Bangladesh, Vietnam e Turchia sono i maggiori produttori di abbigliamento a basso costo al mondo. Proprio come gli Stati Uniti e le nazioni europee citate in precedenza, che hanno sviluppato propri sistemi di sviluppo taglie, ognuna di queste nazioni produttrici di abbigliamento dispone di proprie convenzioni al riguardo. Fatto ancora più importante, i principali modellisti nelle diverse regioni del mondo si sono formati utilizzando metodi che variano notevolmente, con diverse percezioni del corpo umano e diverse proporzioni di vestibilità.

Giappone, Corea del Sud, Ungheria, Sud Africa e Kenya sono in procinto di adottare una serie di standard ISO relativi alla designazione delle taglie, ai metodi di misurazione e al fitting digitale. Tuttavia, il settore dell'abbigliamento, nel complesso, è lento nell'applicare questi standard alla produzione. In molti casi, le nazioni dispongono di dati insufficienti sulle forme e le misure corporee per poter arrivare a un sistema standardizzato che rifletta accuratamente le misure della popolazione locale. Per i brand che producono per il mercato di massa, l'uso di taglie standard è ulteriormente complicato dalla demografia della popolazione, che può variare notevolmente da una nazione all'altra e persino all'interno delle stesse nazioni.

La soluzione: un linguaggio comune per taglie e vestibilità

Poiché per i retailer la taglia di un capo si inserisce in una più ampia strategia di differenziazione del brand, è probabile che le attuali pratiche di produzione non standardizzata proseguiranno anche in futuro.

Per mettersi in luce in un mercato sempre più competitivo e fidelizzare i clienti, i brand devono offrire una vestibilità eccellente. Per raggiungere questo obiettivo, devono identificare la demografia dei consumatori di destinazione, segmentare il loro profilo e definire le misure del cliente target. Dopo avere risolto questa parte dell'equazione, è necessario fare arrivare sugli scaffali dei negozi capi con taglie coerenti.

Qual è dunque il segreto per offrire una vestibilità eccellente? Anziché affidare le misurazioni per lo sviluppo taglie ai produttori a contratto, le aziende devono cercare di uniformare le taglie durante tutte le attività del processo di sviluppo prodotto. Se l'approvvigionamento si basa su un singolo standard condiviso di taglie e vestibilità, i team di design e tecnico parleranno la stessa lingua dei fornitori, ottimizzando l'intero processo di produzione globalizzato.

Il fatto di parlare la stessa lingua di tutti gli altri soggetti coinvolti nel processo, consente ai retailer di acquisire il controllo della qualità della produzione, garantendo al contempo una migliore vestibilità e la soddisfazione del cliente.

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